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Nicola Bortolini, ingegnere elettronico, libero professionista, consulente informatico a Bologna e provincia. Mi occupo di corsi di formazione, sviluppo e manutenzione di siti web ed applicazioni, ottimizzazione dei processi informatici aziendali. Iscritto all' Ordine degli Ingegneri della provincia di Bologna.
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Uno spot pubblicitario televisivo in questi giorni svolazza allegramente tra i canali dell'etere. Si reclamizza un elettrostimolatore, risolutore finale di uno dei problemi piu' seri della nostra societa' contemporanea : quello degli inestetismi della cellulite. In realta' gli elettrostimolatori dovrebbero elettrostimolare il tessuto muscolare, ma si vede che qualcuno una volta ha promesso che serviva anche a rassodare i nostri culoni sedentari, e da allora questo body-pod e' diventato il paladino della dura lotta contro la cellulite.Quello che mi ha fatto riflettere e' che promette di risolvere il problema nel 78 per cento dei casi.C'e' il solito asterisco che in piccolo chiarisce la questione dicendo che si tratta del consueto test di autovalutazione.Mi immagino la scena : immaginiamo un tizio qualsiasi che abbia appena speso una barca di soldi per acquistare un oggetto di questo tipo : in esso egli crede di vedere una bacchetta magica che in un attimo sara' il grado di pomparlo come l'attuale governatore della California ai tempi d'oro.Chi ha provato gli elettrostimolatori conosce la scomodita' dei vari rituali propiziatori e preparatori : prepara gli elettrodi, appiccicateli , imposta il programma, seleziona le scariche, fallo partire (nel frattempo leggi tranquillamente una rivista come fanno in tv, una parola si e due no, ovviamente a causa delle contrazioni che rendono impossibile qualunque tipo di attivita'), aspetta 10 minuti, stacca tutto, smonta gli elettrodi, riposizionali, seleziona un altro programma, fallo partire, leggi il secondo capitolo, e cosi' via.Solo una persona che non abbia un caxxo da fare tutto il giorno riuscira' a fare piu' di tre gruppi muscolari, in questo modo.Torniamo al test di autovalutazione : nessuno che abbia speso dei soldi in un aggeggio infernale come quello ammettera' che e' rimasto scontento delle sue prestazioni. Ci farebbe la figura del fesso, appunto. Sarebbe costretto ad ammettere, soprattutto a se stesso, che ha speso dei soldi per un oggetto che ha usato solo quattro volte, tre delle quali intento in curiose ed acrobatiche sperimentazioni di autoerotismo.Secondo me queste autovalutazioni sono gia' falsate in partenza.Si rifletta poi sul dato "sbandierato con orgoglio" dallo spot pubblicitario : gli inestetismi si arrendono nel 78 per cento dei casi !!!Immagino che il consiglio di amministrazione abbia brindato con lo spumante piu' pregiato , e che il responsabile del marketing che ha autorizzato la campagna promozionale ne abbia ricevuto le piu' sentite congratulazioni.Scendiamo un attimo dalla giostra e giriamo la frittata : l'oggetto non funziona nel 22 per cento dei casi.Meglio, il prodotto ha una fallibilita' di oltre il 20 per cento. In pratica, 22 persone su cento si potrebbero presentare a chiederne la riparazione o la sostituzione , immagino sia in garanzia. Una azienda che commercializza un prodotto che una volta su cinque non funziona credo abbia seri problemi di sopravvivenza.Mi immagino la stessa campagna per una compagnia aerea : "i nostri aerei giungono a destinazione nel 78 per cento dei casi !!!".Chi non vorrebbe volare ? Viene da pensare che ormai lo spettatore televisivo si beva di tutto, e che solo un malato di mente come me poteva accorgersene.Se io sviluppassi un programma che funzioni nel 78 per cento dei casi, credo che cercherei di essere irreperibile per il 22 per cento della settimana lavorativa.
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| Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Gennaio 2009 17:03 |
